Il grande puzzle

Conta più di 12.000 pezzi. In realtà nessuno conosce il numero esatto di tessere, e questa è un'ulteriore complicazione. Nemmeno i contorni né la forma finale sono noti. Solo che non è rettangolare come ci si aspetterebbe. Né quadrato. Né triangolare. Né tondo. Forse nessuna figura geometrica regolare.
Tuttavia è un rompicapo che continua ad affascinare le menti più brillanti di ogni provenienza. Chi lo ha messo sul mercato deve senz'altro conoscere la soluzione. Ma forse è morto da tempo e con lui, o lei, il suo segreto. Forse chi per primo ha realizzato il modello non è chi lo ha inventato o forse non c'è mai stato un progetto iniziale e le fibre del legno delle tessere hanno guidato le mani dei maestri artigiani nel ritagliarle secondo natura. I più frettolosi dicono che è tutta una leggenda: principalmente, i medesimi che non avrebbero mai il tempo e la pazienza per tentare di comporlo; secondariamente, coloro che andrebbero in ansia di fronte a tutti quei pezzi e non si perdonerebbero di non riuscire nell'impresa o di compierne solo una parte, dovendo abbandonare ogni speranza magari proprio sul più bello.
Col tempo si sono moltiplicati i foglietti di istruzioni, con lunghe digressioni su alcune immagini che i giocatori più esperti sono riusciti a completare. Ma anche su queste non mancano le confutazioni, perché ogni tanto qualche franco tiratore ipotizza che siano frutto di fraintendimenti collettivi, oppure sbuca un nerd solitario che seguendo una via tutta sua ha decifrato un'area un po' più discosta, che però fa vacillare tutto.
Si è infatti notato che, ricostruite le figure adiacenti a un'immagine, ne nasce sempre una più grande che le ingloba, creando una nuova immagine. Per esempio negli anni si è scoperto che quei romboidi simili a pesci in realtà formano gli occhi di una civetta e che questa, insieme a tutte le civette appollaiate sul medesimo ramo, disegna il corpo di un grande serpente, e così via.
Le istruzioni sono dunque in continuo aggiornamento, ma in maniera disorganica, per cui, come dicevo, alcune parti sono trattate più distesamente, financo minuziosamente, tanto da prevedere sottocapitoli per le tesi contrastanti, e altre sono lasciate alla libera interpretazione del giocatore, oscure, lacunose, quando non del tutto assenti.
Sono poi sorte disquisizioni sui riferimenti più corretti da adottare. Meglio dire che quella tessera è parte del pesce stilizzato, dell'occhio della civetta o pigmento della squama del serpente? O meglio dire che è semplicemente una tessera brunastra, perché in fondo né il pesce né la civetta né il serpente sono intrinsecamente contenuti là dentro? E comunque, fintanto che nessuno completa il puzzle, non si potrà avere certezza che l'intero impianto regga e nemmeno, per dirla tutta, che ci sia realmente un puzzle da completare. Per ora sappiamo solo quanto ho cercato di esporre sopra e che sulla scatola c'è scritto, a caratteri maiuscoli, Anima Mundi.